Due concetti (in fondo uno) da tener sempre presenti

Sappiamo bene che il mondo è un organismo e non una macchina. Sappiamo anche che un mondo autenticamente creato deve essere indipendente dal suo creatore, che un mondo pianificato (un mondo che riveli totalmente la sua progettazione) è un mondo morto. Incominciamo a vivere soltanto quando i nostri personaggi e i nostri eventi cominciano a disobbedirci.

Lo dice John Fowles in uno dei più grandi romanzi del 900. E così dovrebbe essere la grande arte: organica.

D’altronde, ribadisce Calvino nella sua lezione americana rimasta incompiuta, quella sulla Consistency:

L’opera letteraria è una di queste minime porzioni in cui l’universo si cristallizza in una forma, in cui acquista un senso, non fisso, non definitivo, non irrigidito in un’immobilità mortale, ma vivente come un organismo.

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