Stalkerando Olga

Ieri ho coronato un sogno annoso, quello di conoscere ed ascoltare live la mia scrittrice prediletta.

Grazie a Libri comeOlga si è messa in macchina (non prende aerei in questo periodo) ed è approdata all’Auditorium per presentare la lungamente attesa edizione italiana di Bieguni.

Da perfetta fangirl ero la prima della fila per entrare in sala, e ho conquistato il posto proprio davanti a lei (oddio, poi hanno cambiato la disposizione rispetto ai cartellini e mi sono trovata di fronte a Wlodek Goldkorn, poco male).

Mi sono abbeverata alle sue parole, e al momento delle domande sono riuscita a piazzare le due che mi ero preparata. La prima era sul tema che più me la rende vicina, l’empatia oltreumana, l’attenzione narrativa agli organismi di frontiera, quelli che si fanno ponte tra lo spazio d’azione degli umani e le forze della natura, quelli che percepiscono i collegamenti segreti, le energie creatrici, l’indicibile che supera i confini, il dolore che accomuna i viventi. Spighetta a Prawiek, Marta a Nowa Ruda, Janina che ascolta le stelle e saluta i pipistrelli. Con mia grande gioia Olga ha confermato che è uno dei fulcri della sua poetica, che sarebbe da pensare una società in cui i sapiens non spadroneggino e che proprio ai confini cerca con profitto i suoi materiali narrativi. La seconda era sulla sua conclamata passione per Philip Dick, e se per caso tra le sue fonti d’ispirazione ci fosse anche Marguerite Yourcenar. Ha confermato la prima, rivendicando il ruolo filosofico determinante del genio folle di Chicago; e ha rivelato che la seconda è stata la sua eroina quand’era ragazza, e che in passato si è recata in pellegrinaggio sui suoi luoghi.

Finito l’incontro ho fatto una battuta a Goldkorn, sul fatto che quando c’è in giro lui è obbligatorio citare Zygmunt Bauman, cosa regolarmente avvenuta (solo che l’ha fatto lei). Quindi l’ho tallonata in libreria per la cerimonia della firma copie, mollandole sul tavolo tutti e sei i libri disponibili in Italia, al che ha esclamato “You’re an expert”. Le ho detto della folgorazione avvenuta con Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, della meraviglia per Casa di giorno, casa di notte, e via via tutti gli altri. Ho aggiunto che aspetto con ansia il prossimo in traduzione, che sarà quasi di sicuro Księgi Jakubowe, e che mi piacerebbe tanto poter leggere anche Moment niedźwiedzia; essendo una raccolta di saggi la vede più difficile, le ho consigliato di dire alla casa editrice che almeno una lettrice ce l’avrà.

Per confermare la mia natura di stalker tokurcziana l’ho seguita anche allo spazio di Fahrenheit, dove è stata intervistata dall’amica Loredana Lipperini, e dove Laura Quercioli che traduceva mi ha chiesto chi ero, visto che avevo fatto quelle bellissime domande. Ho ringraziato rispondendo che sono solo un’appassionata felice per un pomeriggio di stare con la propria eroina, come quando Olga andava a cercare le tracce di Marguerite.

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